Agitu … che voleva salvare le capre del Trentino

La storia di Agitu Idea Gudeta è drammaticamente quella di tante, troppe donne.

Etiope, 42 anni, pastora, attivista ambientalista, imprenditrice del biologico, è stata trovata uccisa nella sua abitazione in provincia di Trento. Qui da diversi anni aveva avviato un caseificio di successo e un allevamento. 

Appena 18enne era dovuta fuggire dall’Etiopia, sua terra d’origine, a causa del suo impegno contro il land grabbing da parte delle multinazionali. per le violenze e minacce ricevute ottenne lo status di rifugiata in Italia.  Trasferitasi in Val dei Mocheni nel 2010, Gudeta aveva avviato un allevamento di ovini di razza pezzata mochena, una specie autoctona a rischio di estinzione, e un caseificio, La capra felice, i cui prodotti biologici e gli intenti ambientalisti hanno ottenuto nel corso degli anni riconoscimenti anche da Slow Food e da Legambiente. Per la sua attività, infatti, Agitu aveva recuperato un pascolo di oltre 10 ettari in stato di abbandono.

Nonostante gli atti di razzismo, che aveva prontamente denunciato, della quale era stata vittima negli ultimi tempi, Agitu aveva continuato con successo la sua attività  trovando l’appoggio e il sostegno di tutti gli abitanti della valle.

Le indagini sul suo omicidio sono state condotte con precisione e rapidità, anche per la brutalità e l’efferatezza con il quale è stato compiuto, e hanno portato, manco a dirlo, all’arresto di un uomo. 

Un dipendente della sua azienda  che avrebbe agito per  un dissidio per motivi economici protratto per lungo tempo.

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