STORIA DI UN BENE CONFISCATO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Il bene sito in via Papa Giovanni Paolo II è stato sequestrato con decreto n. 4 del 1995 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (sez. Misure di Prevenzione di P.S.) a DI MURO Nicola, nato a Santa Maria Capua Vetere il 08/01/1930.

Di Muro Nicola è stato vice sindaco della cittadina ed è stato accusato di vari reati, tutti assoggettati al “metodo mafioso”. Una della cinque custodie cautelari (che non lo hanno mai raggiunto poiché si rese latitante) arrivava da Milano, dal pool di “mani pulite” ad opera del giudice Italo Ghitti.

Di Muro è stato accusato di concussione, concussione aggravata, estorsione, abuso di ufficio, tutte accuse aggravate dal metodo mafioso; sostanzialmente nulla si muoveva, nella cittadina, senza il suo benestare. Le accuse riguardavano appalti e tangenti relative all’aggiudicazione degli stessi, nelle quali “dovevano” subentrare aziende ed imprese collegate ai clan ai quali si era affiliato. L’ascesa al potere riguarda il decennio di affari fatti con il clan camorrista “AGIZZA – ROMANO”, collegato al “CLAN NUVOLETTA”.

Il decreto di sequestro elenca beni per un patrimonio stimato di 100 miliardi di vecchie lire. Oltre al bene in questione, descritto “come villa con giardino, piscina, accesso diretto al mare composta da 35 vani”, vi sono una cinquantina di appartamenti nel casertano, appezzamenti di terreno, tre società finanziarie, una società alimentare, quattro ville e auto di grossa cilindrata.

Il bene è stato consegnato al comune di Formia il 03/08/2000 e dopo non pochi disagi, provocati dalla moglie di Di MURO, Trapani Emanuela, si è dovuto provvedere ad una grande ristrutturazione dell’immobile per renderlo idoneo all’accatastamento come “centro di accoglienza”. Ne consegue che sono pochissimi gli spazi rimasti invariati, rispetto alla configurazione pre-confisca.

Dalle notizie in nostro possesso, il bene confiscato alla criminalità organizzata “La Casa Giusta” è l’unico immobile, oggetto di quel decreto di prevenzione patrimoniale, ad uso della collettività. Nessuno degli immobili e/o appezzamenti di terreno presenti sul territorio casertano sono stati resi fruibili dalla cittadinanza. Se si considera che dal 2011 al 2015 il sindaco di Santa Maria Capua Vetere, e quindi amministratore dei beni confiscati, è stato Biagio Maria DI MURO, figlio di Nicola, ci si rende conto del grande paradosso che vede Biagio Maria amministratore di tutti gli immobili sequestrati al padre (per non dire a sé stesso); questa situazione ha fatto sì che, in un ultimo momento di potere assoluto, nessuno si impossessasse dei beni sequestrati alla famiglia in questione.

Biagio Maria, ad aprile 2016 è stato arrestato nell’operazione “Palazzo Teti”. Il Palazzo Teti è un palazzo storico di Santa Maria, sequestrato nel decreto sopranominato a DI MURO Nicola. Dunque, Biagio Maria è stato arrestato per concussione aggravata dal metodo mafioso relativamente ad appalti e tangenti per ristrutturare un bene confiscato alla sua stessa famiglia. È stato nuovamente arrestato il 24/11/2017 per gare e appalti truccati.

Il bene confiscato alla criminalità organizzato, La Casa Giusta, è stato assegnato direttamente all’Associazione Emmanuel dal 2002 al 2015. Tale associazione disponeva attività per diversamente abili.

Dal 15/02/2017 è stato assegnato all’ATS composta dall’Ass. Aquilone, dalla Coop. Nuovo Orizzonte e dalla Coop. Alternata S.I.Lo.S.

Rispettivamente si occupano di diversamente abili psichiatrici, diversamente abili nel post-scuola e migranti. Il bene accoglie donne e gruppi monoparentali richiedenti protezione internazionale nel piano superiore e nei piani inferiori le attività delle suddette realtà locali. L’ATS si propone di accogliere l’intera comunità attraverso eventi, workshop, laboratori e momenti di incontro, per condividere con tutti le mura sconsacrate della criminalità organizzata.