2 Aprile, giornata mondiale sull’autismo. Basta slogan e monumenti blu, le persone autistiche vogliono diritti.

Quest’anno più che mai è altissima l’insofferenza per la retorica e le passerelle di circostanza. Non è più accettabile vivere in un mondo che lascia indietro nell’indifferenza più totale persone che hanno gli stessi diritti di tutti e la cui vita ha lo stesso valore di quella degli altri. La giornata del 2 Aprile va partecipata per denunciare il disinteresse delle istituzioni intorno alle persone autistiche e in particolare per denunciare la dimenticanze e le vessazioni subite in periodi di pandemia e durante  questa campagna vaccinale. E’ quanto mai urgente e necessario agire concretamente per la tutela dei diritti e per colmare divari che ancora adesso mettono le persone con disturbi dello spettro autistico in secondo piano, soprattutto in considerazione dell’emergenza sanitaria che ancora stiamo vivendo.

«Il 2 aprile non parteciperemo a nulla per denunciare il disinteresse delle istituzioni intorno ai nostri figli, per denunciare la dimenticanze subite in pandemia ed in questa campagna vaccinale. È inutile che facciate convegni il 2 aprile, è inutile che facciate canzoncine, video e post il 2 aprile, è inutile illuminare le vie ed i palazzi di blu il 2 aprile quando durante questo anno di pandemia i nostri figli sono stati dimenticati, quando i nostri figli con disabilità al 100% sono stati dimenticati dalla maggior parte delle Regioni e dai loro piani vaccinali. Su 600.000 persone autistiche, persone vulnerabili, quante sono state vaccinate? Se ci volete nel vostro 2 aprile vaccinate al più presto i ragazzi autistici e chi vive accanto a loro. Molte di queste persone non sono autosufficienti e hanno bisogno di assistenza continua… L’eventualità di un ricovero in ospedale dei nostri figli o in terapia intensiva sarebbe ingestibile… E ricordatevi, proprio perché è il 2 aprile, che non esistono solo i bambini autistici, ma fra le 600.000 persone autistiche in Italia ci sono molti giovani e molti adulti invisibili e fragili, assistiti solo da genitori anziani, altrettanto invisibili e fragili.  Chiediamo pari diritti e pari opportunità e inclusione per tutti i contesti della nostra società: scuola, lavoro, sanità… Non è più accettabile e tollerabile vivere in un mondo che lascia indietro nell’indifferenza più totale persone che sono cittadini al pari degli altri e la cui vita dovrebbe avere a lo stesso valore di quella degli altri. La disabilità non toglie la persona“.

Nico Acampora, fondatore di PizzAut

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *