“La CⒶsa Giusta”

Accoglienza ed inclusione: un’opportunità di riscatto sociale e culturale


L’idea del progetto nasce da un confronto costante che da tempo alcune realtà sociali portano avanti operando sul territorio di Formia nell’ambito della promozione, dello sviluppo e della cooperazione sociale.

Ponendosi come unica base metodica la collaborazione e la collegialità, le diverse realtà sociali coinvolte, attive in ambito di disabilità, disagio giovanile, promozione e cooperazione sociale, accoglienza ai richiedenti asilo, hanno unito le proprie risorse per promuovere la gestione di una strutture complessa, con molteplici finalità e attività trasversali .

La necessità comune era dunque quella di individuare un luogo idoneo dove poter svolgere specifiche attività in forma associata al fine di rispondere alle necessità di alcune tra le fasce sociali più vulnerabili del territorio e di conciliarle con quelle dell’accoglienza internazionale.

Nasce così il progetto “LA CⒶSA GIUSTA”,così scritto per indicare il doppio senso del fare una cOsa giusta per rendere una cAsa giusta, risultato poi vincitore con ampio margine del bando pubblico di assegnazione di un immobile oggetto di sequestro in base alla L.109/96 e sottratto alla criminalità organizzata. Così la dove sorgeva la faraonica villa di un malavitoso, simbolo fra le altre di tutte quelle “case ingiuste” costruite da camorristi in spregio ad ogni logica e normativa e che tanto devastarono la costa deformando ambiente e territorio.

Con il ritorno alla fruibilità di uno spazio pubblico, per troppo tempo negato alla collettività, si presenta oggi l’opportunità di un progetto che contribuisce alla costruzione di un percorso di crescita e consapevolezza dell’intera collettività.

 Il progetto “LA CⒶSA GIUSTA” pone le sue basi su concetti fondanti come l’accoglienza e l’inclusione, che diventano mezzo e strumento per creare opportunità di riscatto sociale e culturale da sviluppare in un luogo e in un edifico simbolo di quella mentalità mafiosa purtroppo presente nel nostro territorio.

In tempi di crisi socio culturale ed economica ormai pericolosamente longevi, è diventato vitale per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, interrogarsi su quali debbano essere gli obiettivi verso cui tendere, ovvero quali devono essere gli orientamenti del proprio agire. E la”LA CⒶSA GIUSTA” in questo senso è una risposta.

Una struttura che si sostiene con l’implementazione e il sostegno reciproco dei vari progetti che si sviluppano al suo interno e dei vari attori chiamati a collaborare. Un vero e proprio laboratorio di buone pratiche per cercare di dare una risposta concreta ai tanti attacchi e alle troppe critiche che scaturiscono dai finanziamenti per le emergenze ai rifugiati e dalla concomitante carenza di fondi per le attività sociali delle comunità locali.

Viene meno infatti quell’attrito sociale e quella dicotomia NOI/VOI che tanti equivoci e tante polemiche alimenta. Attraverso il modello proposto si utilizzano in modo ancora più funzionale i fondi per emergenze internazionali, attraverso il supporto di progetti delle varie organizzazioni del territorio.

Accoglienza e allo stesso tempo reciproco sostegno per tutte le attività rivolte ad altri beneficiari in particolare disabili e cittadini a rischio esclusione sociale.

Tre enti riuniti in ATS, la cooperativa Nuovo Orizzonte, l’associazione L’Aquilone e la cooperativa Alternata S.I.Lo.S. agiscono alla realizzazione di questo progetto culturale e sociale, con le seguenti finalità:
• uno spazio e un luogo di accoglienza e condivisione che pone l’inclusione culturale e sociale come opportunità e mezzo di riscatto sociale e lavorativo;
• una casa che ritrova fondamenta solide di legalità come principio basilare per la tutela dei diritti di ciascuno e dove si afferma il concetto di valore sociale della differenza;
• uno spazio che funziona come luogo di promozione della cultura dell’inclusione attraverso la formazione e avviamento al lavoro;
• uno spazio in cui le attività che si svolgono producano AUTONOMIA, anche attraverso percorsi di LAVORO PROTETTO;
• uno spazio che produca PROGETTUALITÀ DELL’INCLUSIONE, anche attraverso percorsi partecipati e condivisi specie con le scuole e le realtà aggregative del territorio;
• uno spazio che sia occasione di processi di economia solidale, sostenibile e inclusiva.

Il progetto si rivolge in prima istanza a cittadini a rischio esclusione sociale, come migranti, persone con disabilità e disagio psichico. Allo stesso tempo investe tutta la collettività e ne stimola la cooperazione e la cittadinanza attiva. Nello specifico per persone con disabilità e disagio psichico, intende promuovere l’autonomia, l’indipendenza, la socializzazione e l’inclusione nella società, favorendo il benessere dell’individuo in un ambiente adeguato, strutturato, caratterizzata da attività di qualità e opportunità mirate al sostegno, al potenziamento delle capacità e delle potenzialità quotidiane, all’autodeterminazione, come chiede ogni nucleo familiare comprendente una persona fragile, affinché questa possa emanciparsi ed avere una propria vita il più possibile autonoma ed indipendente.
Verso i migranti che transitano nel nostro territorio, costretti dalla Convenzione di Dublino a permanere negli stati di primo arrivo, attendendo in un limbo, ai margini della società, la possibilità di essere riconosciuti davvero cittadini con pari dignità e diritti. Le persone accolte all’interno della casa sono donne e nuclei monoparentali di richiedenti asilo e protezione internazionale che cominciano all’interno del centro l’iter amministrativo per l’ottenimento del documento e il difficile percorso di inclusione sociale.
Verso la cittadinanza, le associazioni e gli enti, che siano partner consolidati, e/o nuove partecipazioni di singoli e associati, che vogliano implementare attività culturali e sociali coerenti e integrative rispetto alle presenti finalità progettuali e che intendano esprimersi in progettualità comuni, nell’implementazione di servizi legati alla cultura, in tutte le sue espressioni, e alla partecipazione attiva dando nuove opportunità al territorio per la crescita etica e solidale di cittadinanza critica e attiva.

Le attività nei locali de “LA CⒶSA GIUSTA” sono sinteticamente:
• laboratori formativi per cittadini con disabilità e disagio psichico;
• laboratori creativi, musicali, di informatica e di lingua inglese;
• centro di prima accoglienza per donne e bambini richiedenti asilo e protezione internazionale;
• spazio teatrale e di arti visive implementato dall’associazione Teatro Kappao;
• spazio co-working di progettazione europea e start up di imprese sociali;
• spazio dedicato ai bambini “Asilo condiviso” dell’associazione Terra Prena;
• spazio stokkaggio e distribuzione dell’associazione Salvamammme del Golfo;
• laboratorio di sartoria sociale attraverso il progetto W.A.S.T.E.;
• spazio di cogestione per attività di associazioni ed enti del territorio;
• orto sociale;